Artista:
White Light Circus
Titolo:
Marching Orders EP
Label:
DC Recordings
Release:
Luglio 2005
Sito web: www.dcrecordings.com
La DC Recordings con la sessantaduesima uscita rilascia il singolo di debutto di White Light Circus, se vi state chiedendo da dove esce fuori questo nome, oppure se lo avete gia' sentito prima, vi basta sapere che si tratta del nuovo progetto solista di Dean Meredith, artista inglese che ha prodotto alcuni dei migliori brani di elettronica dance dei nostri tempi con gli pseudonimi: Chicken Lips e Big Two Hundred, insieme ad Andy Meecham (The Emperor Machine) o Bizarre Inc per andare indietro negli anni.
Con il nuovo progetto White Light Circus, Dean Meredith si propone con due tracce alquanto particolari, catratterizzate da beat inusuali e da un groove vibrante ed incisivo.
In Marching Orders esplora il sound Italo-Disco a lui tanto caro, ribaltandolo completamente per donargli un mood moderno e molto Electro.
La drum machine secca e concisa tira il ritmo a velocita' sostenute, al punto tale che la traccia e' quasi meglio farla 'viaggiare' con il pitch decelerato, magari a -8, i claps sono smorzati, fusi nel beat primario al quale si aggiungono riff di chitarre in stile funky, sottili effetti sonori ed un massiccio e robotico bassline, il tutto rimanipolato e filtrato per dargli quel tocco di incredibile diversita' e stranezza che al primo ascolto ti fa pensare: ma che cos'e'?
Al secondo ascolto cominci ad apprezzare queste sonorita' strane ed originali al punto che per la sua incisivita' non riuscirai a smettere di ascoltarle!
Nel retro troviamo una disco electro costruita su di un tempo talmente decelerato che veramente contrasta con cio' che avevamo ascoltato poco prima, si chiama The Shot ed e' anche questa a dir poco disarmante ma allo stesso modo fascinosa.
Dietro allo stile dubby la traccia in questione ha un qualcosa di esoterico e rituale, sembra scandirci un tessuto metropolitano dai riflessi sgargianti e dal ritmo tribale. Il caratteristico basso sbuffante, una specie di bomf bomf che 'cantato' a mo di sbuffo riesce bene, riecheggia nel paesaggio ricreato nei vari minuti di The Shot.
Evoluzioni elettroniche finemente intagliate, intuizioni psichedeliche, spontanei e crudi suoni vintage si inseriscono in un contesto fatto di pulsazioni urbane.
Si ama o si odia...
(1 luglio 2005)
Records Reviews